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UX/UI Design: cosa fa un UX designer?

Lo UX designer da qualche anno è diventata una figura professionale sempre più ricercata e apprezzata: la sigla UX sta per user experience e lo UX designer è colui che letteralmente progetta l’esperienza dell’utente affinché sia la migliore possibile. Questo è applicabile in moltissimi campi, ma oggi sta esplodendo in particolar modo nell’ambito del digitale e delle nuove tecnologie: vediamo nel dettaglio qual è il ruolo e quali competenze deve avere un UX designer.

Che cosa fa un UX designer

Riassumendo al massimo il lavoro dello UX designer, si potrebbe dire che è colui che si occupa di creare un’ottima ed efficace esperienza per l’utente, che riesca davvero a mettere al centro lui e le sue esigenze. 

Negli ultimi decenni, e con l’avvento della pandemia ancora di più, il settore della tecnologia ha subito una fortissima accelerata, tanto che la spinta alla digitalizzazione è evidente in moltissimi ambiti; i siti, le app e tutti i dispositivi (dai pc agli smartphone, dai tablet agli smartwatch), che quotidianamente e sempre di più utilizziamo, devono avere un funzionamento semplice e intuitivo per poter davvero prendere piede nella vita di tutti i giorni ed essere per noi uno strumento utile. Il compito dello UX designer è proprio questo: rendere il più possibile accessibili per l’utente le interfacce e i sistemi di funzionamento di app, siti e device, e contemporaneamente massimizzare il tempo che l’utente trascorre connesso a un determinato sito o su una determinata app, cosa fondamentale dal punto di vista di brand e aziende.

Quali sono i compiti di un UX designer

Abbiamo visto lo scopo ultimo della professione dello UX designer: ma quali sono concretamente i compiti che deve affrontare nel lavoro di tutti i giorni? 

Lo UX designer è più vicino all’ingegnere che al creativo, dal momento che ha a che fare con la progettazione e l’organizzazione: innanzitutto, deve compiere uno studio sulle esigenze e le richieste degli utenti di un determinato servizio/app/sito, in modo da capire cosa è realmente necessario. Successivamente deve capire come renderlo concreto e sviluppare una strategia che sia il più intuitiva e lineare possibile, prima a livello logico e poi a livello visivo. Infine, deve occuparsi di scrivere i testi e progettare la grafica dell’interfaccia, il tutto per rendere piacevole l’esperienza, in modo che l’utente possa trascorrere più tempo possibile su quella app o su quel sito.

Quindi, come abbiamo visto, lo UX designer deve avere competenze multidisciplinari in diversi settori: deve conoscere il settore informatico e tecnologico, avere affinità con il mondo della grafica e del visual e infine anche avere familiarità con l’ambito della psicologia e della comunicazione.

Le fasi dell’UX design

Questo processo, che ben spiega cosa fa un UX designer, è distinguibile in quattro diverse fasi:

  • user and product research: è lo studio del prodotto e del target di riferimento per capirne comportamenti, aspettative, necessità e richieste, per aver chiaro il focus del lavoro. È necessario fare interviste, sondaggi e focus group con gli utenti e compiere un’analisi approfondita del mercato dei competitor per avere il quadro completo della situazione e poter dare avvio in modo corretto alla fase di progettazione. Per questo scopo è utile anche individuare delle buyer personas e relativi scenari di utilizzo, cioè dei rappresentanti del target e ipotizzare come essi potrebbero utilizzare il prodotto/servizio che si sta creando;
  • interaction design – in questa fase, in base ai dati precedentemente ricavati, grazie all’uso di specifici software tecnici viene architettato un modello di progetto e viene realizzata la wireframe, cioè un prototipo, una versione di prova dell’interfaccia necessaria a compiere i test di usabilità, comprendente l’architettura delle informazioni e la disposizione di pulsanti e sezioni all’interno dell’interfaccia, per vedere se essa è realmente intuitiva e funzionale;
  • visual design – questa è la creazione della parte grafica dell’interfaccia, che deve tenere conto sia della natura del brand (per non perdere la sua rappresentatività visiva tramite colori ed estetica) sia delle potenziali difficoltà degli utenti (bisogna stare attenti a utilizzare certi tipi di caratteri e di colori e non altri, si possono valutare integrazioni di componenti audio, ecc.);
  • ux writing – per concludere, c’è la fase di scrittura dei testi che compaiono nell’interfaccia: bisogna pensare bene al tono di voce da usare e coniugare brevità ed efficacia informativa.

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